Cyber security e NIS2

Shadow AI in azienda: come ridurre i rischi nelle PMI pugliesi

Scopri i rischi della Shadow AI per le PMI e come proteggere dati e infrastruttura con strategie concrete. Consigli pratici e servizi Exaora.

Redazione Exaora, Bari Pubblicato il 4 min di lettura

In questa pagina
  1. Cos’è la Shadow AI e perché è un rischio per le PMI
  2. Perché le policy tradizionali non bastano
  3. Strategie efficaci per il controllo dell’infrastruttura IT
  4. Come prevenire incidenti e proteggere i dati aziendali
  5. Servizi di assistenza per la sicurezza AI nelle PMI pugliesi
  6. Come può aiutarvi Exaora

La diffusione di strumenti di intelligenza artificiale in azienda, spesso senza autorizzazione o controllo, è un fenomeno in crescita anche tra le PMI pugliesi. Questo uso non regolamentato, noto come Shadow AI, può esporre le organizzazioni a rischi per la sicurezza dei dati e la continuità operativa. Di seguito analizziamo perché le policy tradizionali possono non essere sufficienti e quali strategie pratiche si possono adottare per gestire la Shadow AI in modo più efficace.

Cos’è la Shadow AI e perché è un rischio per le PMI

La Shadow AI si verifica quando i dipendenti utilizzano strumenti di intelligenza artificiale esterni o non approvati dall’azienda, spesso per velocizzare attività o risolvere problemi quotidiani. Secondo un’analisi di Cybersecurity360, questo fenomeno nasce dalla tendenza del personale a scegliere autonomamente le tecnologie che ritiene più utili, anche se non sono state valutate o autorizzate dall’azienda.

Il rischio principale riguarda la perdita di controllo sui dati: informazioni aziendali sensibili possono essere inserite in piattaforme esterne, senza alcuna garanzia sulle modalità di trattamento o conservazione. Inoltre, l’uso di strumenti non verificati può introdurre vulnerabilità nella rete aziendale, esponendo l’infrastruttura a possibili minacce informatiche.

Perché le policy tradizionali non bastano

Molte aziende cercano di contrastare la Shadow AI con policy interne, come le Acceptable Use Policy (AUP), che vietano o regolano l’uso di applicazioni non autorizzate. Tuttavia, come evidenziato dagli esperti intervistati su Cybersecurity360, i semplici divieti e le linee guida comportamentali risultano spesso poco efficaci. Anche quando l’azienda fornisce strumenti ufficiali di AI, i dipendenti possono comunque scegliere soluzioni alternative se le ritengono più adatte alle proprie esigenze.

Questa tendenza è alimentata anche dalla burocrazia interna: processi di approvazione lenti e complessi possono spingere i lavoratori a cercare scorciatoie operative, aggirando le regole per non rallentare il proprio lavoro. Il risultato è una perdita di visibilità e controllo sulle tecnologie effettivamente impiegate in azienda.

Strategie efficaci per il controllo dell’infrastruttura IT

Per gestire la Shadow AI non basta affidarsi a regolamenti scritti. È utile adottare controlli tecnici sull’infrastruttura IT, che permettano di:

  • Monitorare le applicazioni e i servizi cloud effettivamente utilizzati dai dipendenti.
  • Bloccare l’accesso a piattaforme non autorizzate tramite firewall o sistemi di filtraggio dei domini.
  • Segnalare l’uso di strumenti esterni non approvati.
  • Offrire alternative ufficiali che rispondano alle esigenze operative, riducendo il ricorso a soluzioni “ombra”.

Secondo gli esperti citati da Cybersecurity360, il controllo tecnico deve essere bilanciato con la flessibilità necessaria al business: un sistema troppo rigido rischia di alimentare ulteriormente lo Shadow IT e la Shadow AI. È quindi importante trovare un equilibrio tra sicurezza e operatività.

Come prevenire incidenti e proteggere i dati aziendali

Per ridurre i rischi legati alla Shadow AI, è utile agire su più livelli:

Cosa fare in azienda:

  • Sensibilizzare tutto il personale sui rischi dell’uso di AI non autorizzata e sulle possibili conseguenze per i dati aziendali.
  • Mappare regolarmente gli strumenti digitali utilizzati in azienda, inclusi quelli adottati senza autorizzazione.
  • Integrare sistemi di monitoraggio che segnalino accessi o utilizzi anomali di applicazioni AI esterne.
  • Offrire formazione pratica su come utilizzare in sicurezza gli strumenti di intelligenza artificiale approvati.
  • Rivedere periodicamente le policy interne, adattandole all’evoluzione delle tecnologie e alle esigenze operative.

Queste azioni possono aiutare a ridurre la superficie di attacco e a prevenire fughe di dati o incidenti dovuti all’uso improprio di piattaforme AI non controllate dall’azienda.

Servizi di assistenza per la sicurezza AI nelle PMI pugliesi

La gestione della Shadow AI richiede competenze specifiche in ambito IT e cyber security. Le PMI, spesso senza un reparto interno dedicato, possono rivolgersi a partner esterni per:

  • Valutare il livello di esposizione ai rischi legati alla Shadow AI.
  • Implementare strumenti di monitoraggio e controllo sull’infrastruttura IT.
  • Definire procedure di risposta in caso di incidenti.
  • Aggiornare costantemente le strategie di sicurezza, seguendo le migliori pratiche del settore.

Un supporto specializzato può aiutare a mantenere il controllo sulle tecnologie adottate in azienda, contribuendo alla protezione dei dati e alla continuità del business.

Come può aiutarvi Exaora

Exaora offre alle PMI e agli studi professionali pugliesi soluzioni per la gestione della Shadow AI e la sicurezza delle infrastrutture IT. Dall’analisi dei rischi all’implementazione di controlli tecnici, il nostro team vi supporta in tutte le fasi, con attenzione alle esigenze operative e di business.

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Redazione ExaoraIl team di Bari che segue IT, sicurezza, privacy e AI per studi professionali e PMI. Le indicazioni dell’articolo sono informative e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.
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